Leggere: l’altra voce dello scrittore

Leggere con l’altra voce richiede abilità, uso accorto dei fiati e delle pause preparazione.

Ecco il senso di questo workshop. Insegnare a leggere,

Questo grazie all’esperienza della direzione di attori per più di quaranta anni con una attenzione spasmodica al significato ed al significante delle parole.

Chiunque abbia partecipato alla presentazione di un libro sa quanto un’esperienza simile possa trasformarsi in una vera e propria tortura per le orecchie, in certi casi anche se il libro dello scrittore in questione ha riempito di bellezza i nostri occhi.

Piero Maccarinelli, regista, docente e direttore artistico di importanti teatri, tra cui, da ultimo, il Parioli, intende aiutare gli scrittori vecchi e nuovi, editi e inediti, a sviluppare, correggere, migliorare la propria altra voce, quella alta, pubblica, che deve saper affascinare, sedurre, riflettere e sognare almeno quanto quella letteraria.

Per farlo, nei quattro appuntamenti in cui si articola il corso, si servirà dell’aiuto di scrittori dell’Accademia Molly Bloom: Camilla Baresani, Leonardo Colombati, Diego De Silva, Lorenzo Pavolini.

 

LA GUERRA DEI LIBRI

 

I geni letterari alle prese con l’angoscia dell’influenza

7 marzo 2022 ore 20.30 – Camilla Baresani / Michele Masneri

21 marzo 2022 ore 20.30 – Alessandro Piperno / Leonardo Colombati

4 aprile 2022 ore 20.30 – Emanuele Trevi – Elena Stancanelli

5 maggio 2022 ore 20.30 – Edoardo Albinati / Elisabetta Rasy


Lo scrittore ha una “voce”, la sua, la voce che lo guida nella scrittura che lo accompagna nelle fasi creative e di sconforto, che lo guida o lo incalza, che gli pone riflessioni e ripensamenti, infinite revisioni, dubbi, entusiasmi. Sensazioni di sintesi perfette dubbi grammaticali e sintattici, paratattici, lessicali ma che alla fine lo portano alla redazione dell’opera.

A quel punto subentra un’altra voce la sua vera voce quando deve presentare, leggere brani della sua opera in pubblico o quando sente la voce di qualcun altro che legge le sue parole.

A quel punto talvolta subentra lo sconforto, la scrittura sembra tradita, non compresa, equivocata, inutilmente ambigua o eccessivamente piatta.


Gli incontri hanno il prezzo di 10€, per info contattare info@mollybloom.itbiglietteria@ilparioli.it


Il critico letterario Harold Bloom la chiamava “angoscia dell’influenza”: la lotta, non sempre vinta, di un grande scrittore contro il suo precursore, il modello da cui ha attinto ispirazione, temi, voce. Scrivere vuol dire depositare il proprio libro su una pila immensa di libri già scritti, e molto spesso – e auspicabilmente – vuol dire anche vampirizzare qualcuno di quei libri, appropriarsi di ciò che c’è stato prima; tutto questo, è ovvio, comporta enormi angosce di indebitamento e la sensazione fallimentare di non essere riusciti a superare il proprio maestro: Oscar Wilde, ad esempio, era consapevole che la sua Ballata del carcere di Reading fosse un chiaro riflesso della Ballata del vecchio marinaio di Coleridge e si diceva convinto  che l’influenza sia un trasferimento di personalità: ogni discepolo si porta via un pezzo di maestro.

 

Partendo da questo presupposto, l’Accademia Molly Bloom organizzerà quattro appuntamenti gestiti da scrittori che racconteranno una di queste “guerre” letterarie tra discepolo e maestro, per provare a capire come il genio sia un impasto complicato tra tradizione e innovazione.

Scrivere è solo uno dei tanti aspetti della vita professionale di uno scrittore. Una volta che il testo è pronto bisogna saperlo “vendere” (al proprio agente, al proprio editore, ai propri venticinque o venticinquemila lettori): il che significa parlarne, provando ad estrarne il succo, leggerne dei passi, discuterne pubblicamente.