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Drammaturgia tedesca

PALLIDA MADRE, TENERA SORELLA

Drammaturgia tedesca contemporanea

Quattro letture sceniche a cura dell’Istituto Italiano di Studi Germanici

primavera 2023

 

Il teatro contemporaneo di lingua tedesca offre un panorama vitalissimo, attraversato da spinte creative, passioni formali e riflessioni politiche molteplici, che si intrecciano in modi spesso inaspettati e sempre coinvolgenti. Il Teatro Parioli ne offre uno spaccato attraverso quattro letture sceniche rivolte a professionisti, appassionati di teatro e a chiunque sia interessato a conoscere alcune delle voci più significative della drammaturgia contemporanea. I quattro testi presentati sono legati da un fil rouge tematico: quello del terrore, del terrorismo in diverse sue declinazioni.

Si parte da uno dei drammi di maggior successo degli ultimi anni, Terror (2015) di Ferdinand von Schirach. La scena è un tribunale, dove si processa un maggiore dell’aviazione tedesca che, contravvenendo agli ordini ricevuti, abbatte un aereo con 164 passeggeri dirottato da un terrorista e sul punto abbattersi su uno stadio di calcio strapieno di tifosi. Alla fine il pubblico in sala è chiamato a fungere da giuria, perché la responsabilità del giudizio di un caso del genere non può essere delegata a un individuo soltanto.

Il secondo testo, Strage omicida, un gioco da ragazzi (2006), di Thomas Freyer, si ispira a un fatto reale per raccontare la storia di adolescenti spaesati nella Germania est dopo la caduta del Muro, la loro disperazione, il loro senso di impotenza di fronte al conformismo dietro il quale genitori e insegnanti nascondono le colpe del passato. E la loro rabbia repressa alla fine si tramuta in una furia omicida che segue il ritmo di una canzone rap e le movenze di un videogioco.

Più indietro nel tempo ci riporta Leviathan (1993) di Dea Loher, che con un linguaggio essenziale, intenso e potente rievoca le ore drammatiche in cui Ulrike Meinhof prende la decisione definitiva di

abbandonare tutto – le figlie, i riconoscimenti, il benessere – per darsi alla lotta armata e fondare la Roten Armee Fraktion, uno dei gruppi terroristici più celebri del Novecento.

 

Infine un testo di Max Frisch, Il conte Öderland (1951), in cui ritorna una furia omicida, apparentemente senza ragioni. Un irrepresenbile impiegato di banca uccide un usciere senza saper dire il perché. Un procuratore comprende le ragioni dell’assassino a tal punto da imitarlo e andarsene in giro uccidendo chiunque ostacoli il suo desiderio di essere libero. Un dramma sulla nostalgia inappagabile della libertà e sull’impossibilità della rivolta.