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DESCRIPTION:Massimo Ghini, Paolo Ruffini\nQUASI AMICI\ndal film “Quasi amici” di Eric Toledano e Olivier Nakache\nadattamento e regia Alberto Ferrari\ncon Claudia Campolongo Francesca Giovannetti Leonardo Ghini Giammarco Trulli Alessandra Barbonetti Diego Sebastian Misasi\nscene Roberto Crea\ncostumi Stefano Giovani\ndisegno luci Pietro Sperduti\nmusiche Roberto Binetti a\nAssistente alla regia Cristiano Malacrino\nvideo Robin studio\nfoto Claudio Porcarelli\nufficio stampa Nicoletta Strazzeri\namministratore compagnia Stefano De Leonardis\norganizzazione CARMELA ANGELINI\nproduzione esecutiva MICHELE GENTILE\nQuasi Amici è una storia importante, di quelle storie che meritano di essere condivise e raccontate. Anche con il linguaggio delle emozioni più  profonde: quello teatrale. Un adattamento per il teatro del soggetto e della sceneggiatura di Quasi amici è affascinante perché́ permette di dilatare, in drammaturgia teatrale, quelle emozioni che nascono per il cinema con un altro linguaggio, non solo visivo, ma anche filmico. Emozioni che devono irrobustirsi pero  con parole e simboli precisi sul palcoscenico per poter rimandare tutti noi a un immaginario condiviso con il quale far dialogare il proprio. E partecipare.\nEd è straordinario raccontare ancora più nell’intimità  delle parole, degli scambi, delle svolte narrative, delle luci, dei movimenti, che solo una drammaturgia teatrale può cogliere e restituire, dando il senso profondo di una grande amicizia in fieri. Osservando poi il percorso che compiono i due protagonisti per crescere, ognuno nella rispettiva vita e in quella dell’altro e di come uno diventi assolutamente necessario all’altro per poter proseguire indenne, o quasi, il proprio cammino su questa terra. Due uomini talmente diversi da costituire una teorizzazione dell’antimateria. Due particelle che potrebbero portare a un’esplosione, un annichilimento delle proprie personalità e invece avviene il miracolo. Ed è questo Miracolo laico che vorrei raccontare.\nUn uomo molto agiato, ricco, molto ricco, troppo ricco, intelligente, affascinante; un uomo che vive di cultura e con la cultura vive, che si muove e conquista e soddisfa il proprio ego narcisistico con il cervello più  che con il corpo. Un uomo a cui il destino ha voluto, per contrappasso, relegare a solo cervello, facendolo precipitare con il parapendio e fratturandogli la quarta vertebra cervicale e riprendendosi il corpo. Quel corpo, che era solo un bagaglio della mente, ora nell’assenza, diventa il fantasma di un’identità  da inseguire e recuperare.\nE un altro uomo che entra ed esce di galera, sin da ragazzino, svelto, con una sua intelligenza vivace e una cultura fatta sulla strada e nei film di serie b, che ha visto. Ma decisamente smart. Un uomo che preferisce porre il suo corpo avanti a tutto e lasciare il cervello quieto nelle retrovie. Un corpo che, da subito, ha cercato di farsi strada nelle periferie degradate, in cui un’incertezza diventa come in natura, essenziale per determinare il proprio posto nella catena alimentare. Un predatore che in realtà  è una preda delle proprie debolezze. Un uomo che si è privato della carica del cervello che avrebbe potuto essere per lui determinante.\nQuesti due uomini si incontrano per un caso e questo caso farà  sì che diventino uno per l’altro indissolubili, l’uno indispensabile alla vita dell’altro e lenitivo alla ferità fatale che ognuno ha dentro di sé. Non lo sanno ma loro possiedono un dono che ognuno può donare all’altro: la leggerezza…\nAlberto Ferrari.\n				Orari Repliche\n		\n\n\n\n	Mer15-02-2321.00\n\n\n	Gio16-02-2321.00\n\n\n	Ven17-02-2321.00\n\n\n	Sab18-02-2321.00\n\n\n	Dom19-02-2317.00\n\n\n	Lun20-02-23Riposo\n\n\n	Mar21-02-23Riposo\n\n\n	Mer22-02-2321.00\n\n\n	Gio23-02-2317.00\n\n\n	Ven24-02-2321.00\n\n\n	Sab25-02-2321.00\n\n\n	Dom26-02-2317.00\n\n\n\n		\n\n\n				\n			\n\n\n\n				\n			\n\n\n\n				\n			\n\n\n\n				\n			\n\n\n\n\n				\n			\n\n\n\n				\n			\n\n\n\n				\n			\n\n\n\n				\n			\n\n\n\n\n				\n			\n\n\n\n				\n			\n\n\n\n				\n			\n\n\n\n				\n			\n\n\n\n\n				\n			\n\n			\n
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